Cosa fareste se il vostro partner stesse malissimo per depressione?
Intendo quei casi di depressione per difetto dei neurotrasmettitori, e non per la tristezza del momento no.
Un depressione accertata, in cui la persona è in cura da anni e anni e non vive senza psicofarmaci.
Che da qualche mese ha lasciato il lavoro e passa le giornate a casa a letto senza voler fare niente, nè vedere (quasi) nessuno.
Incapace di rialzarsi, reagire, prendere qualsiasi tipo di decisione. Una persona con più di 30 anni, la cui famiglia non lo lascia neanche più un momento solo, data anche l'analisi dello psichiatra che lo reputa ad "alto rischio suicidio".
Non c'è speranza, non c'è miglioramento… è un vegetale ma con le funzioni vitali attive.
Se questa persona fosse il vostro partner, come vi comportereste nei suoi riguardi?

Mi riesce a stento immaginarlo così poco reattivo e preda di una simile depressione.
Comunque, nel caso davvero accadesse, lui è sempre la persona che amo e ho amato e cercherei di raccogliere più informazioni possibili sulle eventuali cure e sul tipo di depressione di cui soffre.
Farei una ricerca approfondita, non solo in internet, ma attraverso gli esperti, mi farei una cultura a riguardo per essere al corrente di quello che gli sta accadendo.
In seguito cercherei di unire le informazioni tecniche con i miei ricordi di lui e di come è il suo carattere per adottare una strategia di cura tra le mura domestiche. Farei di tutto per aiutarlo.
Mi dannerei l'anima. Diamine! E' l' uomo che amo!
Sono fermamente convinta che con la mia voglia di vivere e di viverci, con le cure a disposizione ora, con quelle che ricercherei, con l' amore di tutta la famiglia, potrei indirizzarlo verso la strada della guarigione.
Siamo noi, per primi, persone che vivono accanto che possiamo seminare il germe della guarigione a chi ha completamente esaurito le pile della vitalità.
Attraverso questo seme, lavorandolo e innaffiandolo tutti i giorni, possiamo vederlo crescere e germogliare nella guarigione o comunque in una forma meno morbosa, compatibile con la quotidianità.
Lo so che non è facile, lo so che ci sarebbero momenti in cui il morale mi andrebbe a terra, ma è doveroso rialzarsi e non cedere mai. Mai.
Lo devo a lui e a noi.
Non si arriva ad uno stato così grave da un giorno all' altro, quindi probabilmente la nostra relazione sarebbe terminata da tempo.
Il punto è che si può amare quanto si vuole una persona, ma ci sarà sempre una componente egoistica: si sarà innamorati di come quella persona ricambia il nostro amore, di come ci fa sentire quando siamo in sua compagnia, di come riesce a farsi/farci amare…ma si può essere innamorati anche dei sacrifici che siamo disposti a fare per una persona o di come ci fa soffrire.
Quindi seppure a malincuore, tormentato dai ricordi dei momenti felici e spensierati passati insieme, mi impegnerei per andare avanti nella mia vita…
La lascerei…
…sai che palle?
Supporrei che la persona in questione abbia smesso di prendere le giuste medicine, ergo gliele ficcherei nella minestra a cena.
se ce la fai, stagli ancora vicino. Quando si é cosí giú, si perde il lume della ragione e si non capisce che con questo atteggiamento, si rovina anke la vita di ki ti sta accanto. Molti lo potrebbero giudicare egoismo, ma solo ke é caduto nel vuoto + profondo, puó capire come si possa sentire il tuo ragazzo e ti assicuro ke non é apatia, ne cattiveria, o non so ke altro molte persone superficiali potrebbero dire. se hai ancora la forza e la voglia di aiutarlo, cerca di fargli tirare fuori quello ke lo tormenta, quello ke lo ha spento. Fallo parlare, fallo piangere, fai ke tutto esca, non fare in modo ke si autodistrugga e ke il dolore lo porti a compiere gesti brutti.. la disperazione ti acceca, ti puó uccidere. trasmettigli la tua voglia di vivere, fagli vedere come vedi tu il mondo, fagli capire ke ci sono altre possibilitá nella vita.
e soprattutto anke se non lo capisci, non lo giudicare, fallo sentire compreso, ora si sente come un alieno, diverso da tutti e soprattuto inferiore.
é una situazione difficilissima lo so, sia x te ke x lui.
sxo ke a piccoli passi, magari anke con ricadute, ce la possa fare.
diglielo ke molti ce l hanno fatta, ke se vuole puó farlo diventare "solo" un brutto ricordo della sua vita.
infine credo, ke il difetto dei neurotrasmettitori, sia stato causato da qlke situazione ke lo ha turbato, x questo ti ho consigliato di farlo sfogare.
sxo di esserti stata un pokino d aiuto.
ciao e buona fortuna.
Se amo veramente questa persona è mio preciso dovere starle vicino.
O smette di prendere psicofarmaci e di andare da psichiatri… o che muoia.
Difetto dei neurotrasmettitori…certo. Allora perché non fanno qualche esame per accertarsene? Le loro "diagnosi", i loro test, non hanno alcuna valenza scientifica.
La malattia mentale non è dimostrabile, pertanto non esiste.
Se è incapace di scegliere o prendere qualsiasi decisione allora vuol dire che non sa scegliere se amarmi o no. Un depresso non può amare se pensa a come suicidarsi.
Una persona a me cara è stata in queste condizioni.
Adesso sta meglio ,ma ha continue ricadute,
e la situazione è difficile anche per noi che gli siamo accanto.
Proprio per questo nel partner cerco sempre leggerezza e spensieratezza.
Sono troppo provata dalla sofferenza(che spesso vivo sulla mia pelle) di questa persona a me cara
per poter anche solo pensare di vivere una cosa del genere anche con un partner.
gli proporrei di farla finita insieme
In una situazione di questo tipo piu' che assicurarmi che sia seguita da un ottimo professionista e starle vicino (anche se consapevole sin dall'inizio che l'amore non basta), non potrei fare granchè d'altro. Deve entrare in gioco l'amor proprio del malato, che è tutto un dire. Cercare di convincere qualcuno che soffre di una forte depressione che sta sbagliando e che la sua è una non-logica risulta molto complicato perché dall'altra parte c'è una persona che semplicemente non ti ascolta, non ti sente. E' come tentare di fare breccia in un muro di gomma. Ne vieni sempre rimbalzato. E non vedere ciò che vede lei ti rende ai suoi occhi niente di meno che un ingenuo e uno sprovveduto.
A volte in questi casi convivere con la malattia è paradossalmente piu' difficile per chi sta accanto ad un malato che per il malato stesso. Non reagendo alle continue stimolazioni che si apportano amorevolmente e che hanno l'unico fine di spronarlo e aiutarlo, uno piu' passa il tempo e piu' si sente frustrato perché si rende conto che tutte l'energie profuse sono vane e inutili.
Poi anche lo stare li, 24 ore su 24, con la paura che possa accadere il peggio, alla lunga diventa estremamente snervante e stressante.
L'unica è armarsi di tanta pazienza e aspettare, e nella logorante attesa, sperare in un miglioramento.
Probabilmente farei la stessa cosa che la famiglia sta facendo fin dall'inizio, non credo che ci siano bacchette magiche che possano semplicisticamente risolvere il problema. L'unica cosa che associata alle cure mediche del caso può risolvere nel tempo il problema è la pazienza e sopratutto l'amore verso il proprio partner.
La verità?? Non lo so, dovrei trovarmi coinvolto in una situazione del genere e solo allora ti potrei dare una risposta vera……in qualsiasi altro caso sarebbero frasi senza una base certa……
Miglior risposta a Sabrinaaaa!!!
Quoto ogni singola lettera di quello che ha scritto!